Costretta ad abortire in un bagno da sola: il medico era obiettore!

Una storia raccapricciante emersa poco dopo la condanna dell’Ue all’Italia. Roba da paesi del terzo mondo e in particolare quelli più estremisti che violano i diritti delle donne. L’Italia negli ultimi anni si sta annoverando tra questi soprattutto a causa delle continue violazioni dei diritti e le sottrazioni delle recenti e faticose conquiste femminili. Omissione di cura al Pertini di Roma. Una donna è stata lasciata sola ad abortire in bagno. Il fatto è accaduto in un ospedale pubblico. Tutti i medici erano obiettori e si sono opposti di aiutarla, accusandola di compiere un crimine. ma questa non è l’unica storia perché ne abbiamo sentite altre simili.
La denuncia è arrivata da Valentina e Fabrizio, i due giovani romani protagonisti della vicenda presentata dall’Associazione Coscioni durante una conferenza stampa.
La coppia romana ha scoperto nel 2010 che la bimba che attendeva era affetta da una grave malattia genetica, di cui la madre era portatrice, per cui non c’è una prognosi di sopravvivenza, e ha deciso quindi di interrompere la gravidanza al quinto mese.

«Riesco, dopo vari tentativi, ad avere da una ginecologa dell’ospedale Sandro Pertini un foglio di ricovero, perchè soltanto lei non era obiettore», ha raccontato la donna. «Entro in ospedale e inizio la terapia per indurre il parto. Dopo 15 ore di dolori lancinanti, vomito e svenimenti partorisco dentro il bagno dell’ospedale con il solo aiuto di mio marito. Nessuno ci ha assistito, nemmeno dopo aver chiesto aiuto più volte. Anzi a un certo punto sono entrati gli obiettori con il Vangelo in mano a dirci che commettevamo un crimine. Non li abbiamo denunciati soltanto perché eravamo sconvolti da quello che avevamo vissuto».

«È inutile che il ministero neghi il problema, che invece esiste», ha affermato Filomena Gallo, segretario dell’associazione, che ha assistito la coppia, «la legge 194 prevede che le strutture debbano garantire il servizio di interruzione di gravidanza, e non lo fanno. Le responsabili sono le Regioni, che abbiamo più volte sollecitato e che però non si attivano».

In questo caso, ha spiegato Gallo, la procedura, che è un aborto a tutti gli effetti, era stata iniziata dal medico non obiettore, ma poi al cambio del turno erano arrivati medici obiettori: «Ma la legge prevede che il medico possa rifiutarsi di iniziare la procedura, ma non di portarla a termine».

Questa è violenza di genere da parte dello Stato ed è inaccettabile!

Fonte Qui

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3 risposte a “Costretta ad abortire in un bagno da sola: il medico era obiettore!

  1. Secondo me, in uno stato civile e laico, nessun medico dovrebbe poter ricorrere all’obiezione di coscienza. Con tutti i mestieri che ci sono che non hanno implicazioni bioetiche…

  2. Mi indigno, perchè nel 2014 ci sono ancora persone che si permettono di trattare la donna che sceglie di abortire, come fosse un’assassina da lasciare soffrire. Viviamo in un Paese in cui la pillola abortiva non è stata legalizzata perchè questo avrebbe reso più semplice alle donne la possibilità di abortire. Come se la donna fosse un essere da educare sulla questione, da chi ne sa più di lei. Mi chiedo: chi può saperne più di chi purtroppo deve affrontare una situazione indesiderata? per di più si trattava di un bambino che sarebbe morto tra atroci sofferenze. La vita è un diritto anche per la madre e la libertà di scelta è personale, non deve ripercuotersi sulla libertà di scelta altrui. Il corpo della donna è della donna, non di un medico che non fa il suo lavoro e che compie un vero atto di omissione di soccorso. Avrebbe potuto morire. Chi non ha avuto mai a che fare con un medico obiettore di coscienza, sperimentandolo sulla propria pelle, non potrà mai capire. Questa persona dovrebbe essere radiata dall’albo e denunciata per omissione di soccorso.

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