Aborto. Le vostre storie #6 Il racconto di Barbara

Continuano ad arrivare i vostri racconti sull’interruzione di gravidanza che volentieri condividiamo per riprenderci le narrazioni sull’aborto e sottrarle alla retorica della sofferenza e del senso di colpa.
Non esiste una narrazione unica per ogni donna, per alcune l’aborto può essere stato un percorso doloroso, per altre no.
Se hai abortito e stai bene non sei una persona cattiva.

Questo è il racconto di Barbara

Ho abortito due volte.

La prima volta nel 1976, avevo 17 anni.

Sono rimasta incinta del mio primo fidanzato dopo pochi mesi di rapporti completi e dire che non ero pronta per una gravidanza e’ riduttivo.

Non si poteva abortire in Italia, sapevo pero’ che c’era la possibilita’ di andare in Inghilterra ma non avevo la minima idea di chi contattare e come muovermi.

Non avevo con mia madre un rapporto tale da permettermi di aprirmi con lei e chiederle aiuto, anche economico.

Per fortuna mia sorella , piu’ grande di me di 6 anni, aveva avuto un bambino da poco e mi ha messo in contatto con il suo ginecologo che mi ha messo in contatto con un suo collega che mi ha messo in contatto con un ginecologo compiacente che a fronte di una cifra esorbitante mi avrebbe “risolto il problema”.

Ho fatto una colletta a scuola tra le mie compagne di classe e tra gli amici, ho venduto i regali del battesimo e raccimolata la cifra mi sono ripresentata dal medico.

Il giorno del’intervento lo ricordo nitidamente, lo studio con le poltrone in pelle, le signore in sala di attesa che sfogliavano le riviste, il lettino con i poggia gambe, la mascherina per l’anestesia, il mal di stomaco al risveglio, la sensazione di vuoto cosmico non prevista, la vergogna emersa una volta placata la paura dell’intervento, l’odio inatteso per il ginecologo: mi era crollato addosso tutto quello che era legato alla parola aborto, cumulo che ho seppellito da qualche parte e che e’ ancora li’ a marcire.

La seconda volta nel 1985, avevo 26 anni.

Lavoravo saltuariamente, vivevo ancora con i miei genitori e non volevo un matrimonio “riparatore” ne’ mi sentivo pronta a portare avanti una gravidanza da sola.

Ancora adesso non ho ben chiaro come sia successo, prendevo la pillola e non mi ricordo di aver sbagliato assunzione.

Mi sono rivolta ad un consultorio il quale mi ha messo in condizioni di seguire un’iter precostituito e collaudato con indicazioni chiare, personale accogliente e competente.

Nessuno ha avuto un comportamento colpevolizzante o superficiale.

Ho letto altri racconti e mi fa rabbia constatare come una legge che ha permesso alle donne di vivere scelte dolorose senza l’ulteriore peso della clandestinita’, una legge che funzionava benissimo, debba cedere alla convenienza di compiacere il Vaticano.

Io ora ho una figlia di 15 anni. E’ stata una gravidanza voluta, una gravidanza serena, una gravidanza consapevole, una gravidanza che auguro a tutte.

Sono stati fatti passi enormi con la 194, non permettiamo che venga svuotata!

Barbara

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