Interruzione di gravidanza. Le vostre storie #3 Il racconto di Agnese

 

Come scritto qui abbiamo deciso di raccogliere le vostre storie sull’interruzione di gravidanza.

Questa è la storia di Agnese.

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Quando ho interrotto la gravidanza avevo vent’anni.
Ero innamorata.

Appena scoperto di esserlo, ho capito subito perché: mi ero fidata di una ostetrica e ginecologa di Correggio, paese in cui frequentavo il Liceo. Mi portavo dentro le cose che aveva detto durante un corso di educazione sessuale, anni prima: non si può rimanere incinta se si fa sesso durante il mestruo. Grande balla.
E la mia colpa è stata non approfondire, non cercare conferma o meno, non sbattermi per saperne di più su ciclo, e fertilità, e quelle cose lì. Nessuno me ne aveva parlato, io non avevo chiesto. Avevo preso quello che passava il consultorio, e, in questo caso, era una stronzata.
Poi col tempo ho messo in fila le cose, usando Persona (computerino portatile con rilevatore di ormoni) ho imparato a conoscere bene il mio ciclo, scoprendo che la mia fase di fertilità inizia prestissimo dopo la fine delle perdite, ecco perché era andata così.

Vivevo in quel periodo con i miei, tra viaggi all’estero, in cui andavo per lavorare e imparare le lingue.
Ne ho parlato con loro e, come in altre occasioni, mi hanno dimostrato la loro solidarietà: mi avrebbero sostenuta nella mia scelta di interruzione.
Soprattutto negli anni a venire, ho apprezzato molto l’onestà di mia madre, in quel momento.
Né crocerossina, né falsa, né accomodante: “io non ho voglia di diventare nonna ora. Lavoro all’asilo tutti i giorni, sarò contenta di diventarlo in futuro, ma se lo tieni ora, significherebbe darti una grossa mano, e non ne ho molta voglia.”
Malgrado il suo essere cattolica, strabiliante.
Brava mamma. Ottima lezione, aveva detto la verità, ed era quello che ci voleva.

Da lì ci sono stati due lunghissimi mesi, in cui ho dovuto solo aspettare.
Io all’epoca non ho indagato, ma sicuramente fu a causa della mancanza di medici disponibili.
Ricordo solo l’enorme sofferenza di sapere che lui o lei cresceva dentro di me, sapere che avevo fatto un’altra scelta, ma dovere aspettare. Che ingiustizia, che grandissima ingiustizia.
E oltre tutto stavo male, avevo tanta nausea, vomitavo tanto, e questo mi fece perdere il lavoretto che mi ero trovata per l’estate: la postina.
Poi arrivò il giorno, andai con mia madre, che fu splendida.
E mi ricordo tanto gelo, tanta freddezza da parte di tutti gli altri, ma ricordo mia madre che era lì, e mi teneva la mano sempre.

E poi ricordo lui, il mio ragazzo, Gabriele.
Lui mi aveva detto, quando lo scoprimmo, che mi sarebbe stato accanto qualsiasi cosa avessi deciso, ma che in ogni caso avrebbe rispettato la mia decisione, era il mio corpo.

Ho anche perso un’ amica, a causa della mia scelta, una delle due migliori amiche del tempo: era contraria, e quindi decise di non starmi vicino. E io l’abbandonai, schifata e delusa dalla sua reazione. L’altra invece si pentii della sua reazione iniziale, capì la mia posizione, e tutt’ora è una delle donne migliori che conosca.

L’unica cosa veramente dolorosa furono i mesi seguenti: l’interruzione di gravidanza era la prima cosa a cui pensavo quando mi svegliavo la mattina, e l’ultima una volta coricata la sera.
E davvero, ho pensato: sarà così per sempre? questo sarà il mio fardello? Mi peserà sempre così tanto?
La risposta è poi stata: no, certo.
Ma bisogna lavorarci su. E’ stato fondamentale il mio percorso da femminista, nato conoscendo donne a Bologna che sono state degli eccezionali esempi per me, di come può essere una donna consapevole di se stessa.

Io rifarei quello che ho fatto.
Non ero pronta per essere madre, chissà come l’avrei fatto… e in ogni caso avevo altri programmi, e questo basta.
Ma se penso a come poi sono andate le cose, sono ancora più convinta che la scelta è stata l’unica possibile:
io e Gabriele siamo rimasti insieme, ora sono 9 anni di matrimonio e 13 in tutto insieme.
Io sono innamoratissima, è un uomo che stimo tanto, un ottimo compagno di vita.
E 6 anni fa abbiamo deciso di provare a fare una figlia, perché avremmo voluto proprio una figlia.
E’ arrivata subito, al primo tentativo, la gravidanza è andata bene, a parte qualche vomito, ma soprattutto è stata desiderata. Avevo seguito un corso, prima di rimanere incinta, sul parto naturale, e ho partorito a casa, senza ostetriche, ma con due donne di cui mi fidavo, e nell’unico ambiente in cui mi sentivo sicura e a mio agio. Il parto è stato formidabile, mi sono sentita fortissima.
Era il 10 Gennaio 2009, alle 4 e mezza di notte, fuori le montagne, meno 10°, dentro le stufe accese, i gatti, il cane, mio marito, Chiara e Clara, che mi stavano vicine.

Tra pochi giorni Ester compirà 5 anni, e io sono contenta che sia andata così.
Unica cosa che ho fatto anni fa, per stare meglio con la mia scelta: ho fatto un ciclo di sedute di costellazione famigliare con un uomo in gamba, per altri motivi,e ho capito che alcuni pensieri che avevo, erano a causa di un filo in sospeso tra me e la bimba o il bimbo che avevo avuto nella pancia.
Ma, con il suo aiuto, gli ho detto definitivamente addio, e da allora sono veramente in pace.

Grazie di questa opportunità di parlarne, avete avuto una bella idea.
Agnese

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2 risposte a “Interruzione di gravidanza. Le vostre storie #3 Il racconto di Agnese

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